Storie di successo

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La Maddalena Penitente

Restauro del gesso Canoviano di BRERA

GENOVA 2019 - Scansione ottica 3D sull'opera in marmo di Antonio Canova "La Maddalena Penitente" sita in Palazzo Tursi a Genova. Commissione finalizzata alla ricostruzione tramite prototipazione rapida di alcuni volumi mancanti all'opera in gesso dell'Accademia di Brera di Milano.

 

 

 

 

3D scan del "PUGILE A RIPOSO”

ROMA 2019 - La statua in bronzo del Pugile in riposo, tra le più belle e importanti del periodo, è alta 128 cm, risalente alla seconda metà del IV secolo a.C. ed è attribuita allo scultore greco Lisippo. Fu scoperta a Roma presso le pendici del Quirinale nel 1885, ed è tuttora conservata al Museo nazionale romano. Con lo sguardo perso in un infinito vuoto di tempo, il pugile riposa di fronte ai nostri occhi, portando con fierezza le cicatrici che lo resero celebre in un passato di cui resta silenzioso testimone. UNOCAD ha acquisito tramite 3D optical scanner l'intera scultura e il basamento senza alcun contatto  con l'opera e prototipato una miniatura positiva da trasmettere alla fonderia su commissione TRECCANI.


 

3D scan “LEONE di PALAZZO FERRO FINI”

VENEZIA 2018 - Una scansione in 3D del leone di palazzo Ferro Fini (Venezia), sede del Consiglio regionale del Veneto, finalizzata alla realizzazione della scultura per il rondò di San Zeno. Commissionata a UNOCAD dal Comune di Arzignano (VI).

 

“Un GRIFO gigante …”

ARZIGNANO 2018 - Sarà il Grifo, simbolo della città, che già domina dalla colonna di piazza Libertà davanti al municipio dal 1901, a dare il benvenuto ad Arzignano dal centro della rotatoria della Madonnetta, all’ingresso del territorio arzignanese. La delibera è già stata approvata dalla giunta comunale e la scelta di collocare sulla rotonda una riproduzione esatta del Grifo è stata condivisa dalla maggioranza. Una proposta che chiude le polemiche scoppiate con la minoranza circa due anni fa per la previsione, di collocare il Leone di San Marco, monumento simbolo della storica Repubblica di Venezia e della Regione Veneto, nelle due nuove rotonde realizzate all’ingresso della città, alla Madonnetta. «Alla seconda rotatoria valuteremo cosa potrebbe essere posizionato, nulla toglie che se dovesse arrivare come donazione il Leone di San Marco potrebbe trovare altra collocazione. Intanto all’entrata in città alla prima rotatoria della Madonnetta ci sarà il Grifo, come giusto che sia. L’iter è già partito. Per l’esatta riproduzione tridimensionale del simbolo che si trova sulla colonna di piazza Libertà una ditta specializzata ha già eseguito tutte le misurazioni necessarie. Ora si procederà quindi alla fattibilità tecnica dell’opera e alla stima dei costi. "Rilievo commissionato a UNOCAD dal Comune di Arzignano (VI)."


 

Copia in marmo della scultura

“Il contadino con la botticella”

FIRENZE 2015 - Dalla direzione del Giardino Boboli la decisione di rimuovere - per motivi di conservazione - la statua all’aperto del “Contadino con la botticella” ed esporla dopo il restauro all’interno del museo. Decisione che ha indotto la realizzazione di una copia sostitutiva della scultura in marmo di Carrara destinata all’esterno. Il compito di riproduzione fedele post scansione 3D assegnato alla UNOCAD di Altavilla Vicentina.


Dopo la pulitura della scultura è stato acquisito tramite uno scanner ottico in alta definizione e nei minimi dettagli il volume della statua in 3D, replica virtuale senza alcun contatto fisico con le superfici del manufatto originale. Una successione di catture - da centinaia di posizioni con diverse angolazioni - coerentemente assemblate al computer, restituiscono tutte le informazioni su ingombri e proporzioni per la consultazione multimediale dei volumi, ingombri e peso della scultura. Questo stesso modello è stato impiegato per la riproduzione tramite fresatura - su una macchina utensile multi assi specifica per lapidei - del blocco di marmo. Dopo questa fase la copia è stata messa a confronto in loco con l’originale per togliere direttamente con la lavorazione manuale dello scultore su piccole imperfezioni. La superficie leggermente ruvida post fresatura è stata levigata con l’aiuto di micro frese e carta abrasiva a grana fina e a polvere di diamante, rispettando comunque sempre la superficie del originale.


 

Guscio per il trasporto dell’opera

“Il guerriero di Agrigento”

AGRIGENTO 2015 - Scolpito tramite l’utilizzo di tecnologie sottrattive su di una macchina utensile a CNC, il guscio o meglio lo stampo in negativo per il trasporto dell’opera “Il guerriero di Agrigento” e stato realizzato in polistirene espanso ignifugo ad alta densità, sostanzialmente un parallelopipedo fresato in più pezzi, chiuso a pacco a sua volta dalla cassa verticale del trasportatore.

Quando ci si mette in viaggio, bisogna sempre farlo nella massima sicurezza. Vale anche per le opere d’arte. Lo sanno bene i conservatori dei capolavori dati in prestito alle esposizioni temporanee nei vari musei del mondo. Le opere che devono ritornare a casa perfettamente integre, nonostante i rischi del trasporto e le sollecitazioni della trasferta.

La nostra tecnologia, basata sulla scansione in 3D della scultura con avanzate strumentazioni ottiche non invasive, consente di acquisire in alta definizione il “ modello matematico ” dell’opera d’arte. E’ la firma digitale della scultura, rimane di proprietà del museo o del suo conservatore e permette qualsiasi operazione, dal trasporto in sicurezza alla perfetta duplicazione o al ripristino di parti danneggiate della stessa. Permette inoltre di stabilirne con esattezza il peso e il baricentro dell’opera (spesso assenti o calcolati in modo approssimativo nei musei), estremamente funzionali nei futuri spostamenti per fissare distribuzione delle masse.

Con questa tecnica elaboriamo quindi il guscio, ovvero il “letto”protettivo dell’opera che verrà successivamente collocato a sua volta all’interno di un’ulteriore cassa di contenimento. Questa controforma negativa “che alloggia la scultura perfettamente combaciante nelle superfici” viene ottenuta per sottrazione tramite la fresatura macchine utensili a CNC da un blocco di EPS (Polistirene Espanso Sinterizzato).


I nostri gusci protettivi comprendono pertanto dei plurimi vantaggi per il committente: prevedono il servizio di una scansione matematica dell’opera quale bene permanente del soggetto istituzionale o privato che la custodisce e garantiscono la totale affidabilità nel trasporto, aumentando la sicurezza e diminuendo i costi delle assicurazioni. Tecnologie innovative e di comprovata efficacia per il bene dell’arte universale: preservarla è la nostra passione e la nostra missione.


Copia dei Fasti Praenestini

PALESTRINA 2014 - Il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina arricchisce il proprio percorso di visita con una nuova sala dove è stata esposta la copia dei Fasti Praenestini, il calendario elaborato tra il 6 e il 10 d.C. dal grammatico ed erudito Verrio Flacco, che fu educatore dei nipoti dell’imperatore Augusto. Del calendario, inciso su lastre di marmo ed in origine esposto nel foro di Praeneste, si conservano i frammenti di quattro mesi, rinvenuti a partire dalla fine del XVIII secolo ed oggi esposti al Museo Nazionale Romano, sede di Palazzo Massimo. La grande iscrizione è un prezioso documento della riforma del calendario voluta da Giulio Cesare nel 45 a.C. con la quale venne introdotto il sistema dell’anno bisestile ogni quattro anni. Grazie alla disponibilità della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ed alla concreta collaborazione della Banca di Credito Cooperativo di Palestrina è stata realizzata dalla divisione arte di UNOCAD una copia della grande iscrizione con la metodologia della scansione 3D senza contatto dell'originale, prototipata in limestone via fresatura a CNC, al fine di offrire al pubblico del museo la documentazione fedele di un importantissimo monumento che fa parte integrante della storia e della topografia della città antica.




Riproduzione fedele in legno dell’Automa di Settala

MILANO 2014 - Realizzazione UNOCAD per il Comune di Milano della copia - in parte scolpita (testa e busto) e in parte tornita e fresata (altri particolari) su di un legno antico opportunamente scelto - dell’automa originale di Castello Sforzesco. Altre parti in metallo e materiali vari. Montaggio del tutto coerente e funzionale come nella movimentazione dell'originale.

 

 

 

 

Alle Arche Scaligere le copie

per ricreare l'aspetto antico del monumento

VERONA 2013 - Giuditta, è tornata alle Arche Scaligere dopo 46 anni, sempre giovane, bella e altera. La statua dell'eroina giudea (che, narra la Bibbia, sedusse e decapitò Oloferne il generale degli Assiri che assediava Betulia in Palestina salvando il popolo ebraico) è tornata su di uno dei pilastri sopra la recinzione in ferro battuto del cimitero gotico più bello al mondo. In copia, ma è lei: la riproduzione realizzata con le più moderne tecniche di rilievo elettronico della prima delle quattro statue perimetrali del complesso monumentale. Gli originali restano al sicuro al Museo di Castelvecchio: furono rimossi nel 1967, per prevenire il rischio di un crollo, viste le precarie condizioni di conservazione, dopo 631 anni di pioggia, vento, grandine, neve, gelo, vandalismi e da ultimo l'esposizione a inquinamento da smog e da traffico. Le quattro statue medievali furono dunque ricoverate a Castelvecchio, degnamente collocate a cura di Arrigo Rudi nel museo ristrutturato da Carlo Scarpa. Da allora si era sempre sperato di poter collocare alle Arche Scaligere delle copie, per ricreare l'aspetto antico del monumento. Finalmente il progetto si realizza. Sono pronte anche le tre altre statue, tutte repliche esatte degli originali in marmo bianco di Lasa (Bolzano); saranno collocate da UNOCAD alle Arche dopo l'inverno.

 


3D scan "Apollo del Belvedere" 

Città del VATICANO 2013 - Apollo del Belvedere: monitoraggio strutturale delle tensioni e studio delle forze.

 

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Il restauro della statua in gesso del

"Principe Lubomirski" 

Tra le molte sculture esposte nella Gipsoteca di Antonio Canova di Possagno è presenta una statua che raffigura un Amorino con arco, faretra e frecce e che si presenta privo della testa. La statua fu danneggiata durante il bombardamento sulla pedemontana del Grappa del novembre del 1917 e la testa fu distrutta.

POSSAGNO 2013 - Venerdì 22 marzo alle ore 11,00 nella sede della Gipsoteca di Possagno, la Fondazione Canova onlus presenterà le iniziative relative al restauro della scultura. Una modernissima tecnologia, all’avanguardia permetterà, così di ammirare il modello in gesso di Possagno in tutta la sua splendida bellezza ricostruito e restaurato. E’ questo, infatti, nell’intento della fondazione Canova un passo in avanti per permettere la fruizione corretta delle opere esposte nel Museo di Possagno visitato annualmente da un turismo internazionale e meta fondamentale per studiare l’arte neoclassica. Canova, infatti, è unanimemente considerato il più grande scultore neoclassico.

 

 

 

Il restauro del monumento in bronzo

"Raffaele de Ferrari, Duca di Galliera" 

Il destino di una statua non e finir per terra. Le statue si ergono, dominano, svettano. I monumenti, stanno nelle piazze, nei cimiteri, nelle ville. Sono materia spirituale scolpita in sostanza, sentimento di riconoscenza interpretato in forme. Celebrano eroi patrii, simboleggiano la storia; in poche parole restano. No, il destino di una statua non e finire per terra.

Annissa De Filippi, giornalista

GENOVA 2013 - Ha preso il via il delicato restauro del monumento al Duca di Galliera, commissionato dal Comune di Genova allo scultore Giulio Monteverde nel 1889 per ricordare il munifico finanziamento che il marchese Raffaele De Ferrari, duca di Galliera, aveva destinato alla città allo scopo di ampliarne il porto. Il monumento venne inaugurato il 12 aprile 1896 in piazza Principe.

Nel 1989 venne smontato per permettere lo scavo delle gallerie della metropolitana nella zona di Principe e trasferito in un deposito comunale, dove ha subito drastiche manomissioni. Il restauro prevede di ricostruire gli elementi sottratti (ali, parti di arti, fregi e modanature applicate al basamento) sulla base di una scansione in 3D dell’esistente e di documenti fotografici d’epoca, cosi da ottenere una serie di prototipi positivi da trasmettere alla fonderia.

Enorme il contributo di UNOCAD all'impresa  C.S.R. Restauro sas, ditta romana aggiudicataria del restauro: dal rilievo tridimensionale del gruppo scultoreo bronzeo e della lesena rimasta tramite scanner ottico, alla modellazione tattile delle forme mancanti, alla loro riproduzione in reale utilizzando la prototipazione rapida e le lavorazioni su CNC tradizionali dei modelli da trasmettere alla fonderia incaricata (Fonderia Artistica MAF) una volta approvate dalla direzione tecnica.

Ma come ricreare il mancante? - Unocad utilizza una tecnologia unica di scutura al computer che permette di affinare virtualmente e minuziosamente parti difficili da realizzare con i sistemi tradizionali di modellazione cad. Soluzione che aiuta i nostri artisti designer nel plasmare forme complesse di altissimo dettaglio combinando a video la scansione 3D dei volumi restanti dell’opera con le foto storiche disponibili del mancante.

Il gruppo scultoreo, di quasi 6 metri di altezza, è costituito da tre statue: la figura femminile al centro rappresenta la Munificenza, alla sua destra un genio alato e alla sua sinistra il dio romano Mercurio, patrono del commercio. Il monumento, poggiato su un grande basamento quadrangolare in granito rosa di Baveno, raggiunge l’altezza di oltre 12 metri e un peso complessivo di circa 170 tonnellate. Il volto del Duca di Galliera è rappresentato nel medaglione bronzeo che si trova nella faccia del basamento rivolta verso il mare.

 

GENOVA 2019 - Alla presenza delle autorità cittadine civili, militari e religiose, è stato inaugurato il restaurato monumento al Duca di Galliera, nella sua nuova collocazione in piazza San Francesco d’Assisi, al centro della rotonda che guarda il mare dal quartiere di Carignano.

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3D scan sull'Arco di Tito

ROMA 2012 - Il progetto commissionato dall'Università Yeshiva di New York si propone di scansionare tramite tecniche di reverse engineering due rilievi dell'Arco di Tito: "La Menorah" sul lato sinistro (sud) di 3,9 x 2 metri e un secondo rilievo "Apoteosi" di 1 x 1 metro sotto la volta del passaggio a circa 15 metri di altezza, dove raffigurato in una formella Tito viene portato in cielo da un’aquila. 

menorah_arco_di_tito

 

 

Integrazioni alla Danzatrice con i cembali

POSSAGNO 2012 - L’acquisizione digitale della Danzatrice con i cembali, della scultura in marmo nel Bode-Museum di Berlino e del gesso del Museo e Gipsoteca Antonio Canova di Possagno, al fine di reintegrare quest’ultimo, rimasto danneggiato durante la Grande Guerra.

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Grande Iscrizione di Gortyna

ATENE 2012- Riproduzione su materiale lapideo in scala 1:2 della “Grande Iscrizione di Gortyna" su una serie di lastre in “limestone beige” compatibile all’STL fornito. Realizzazione tramite fresatura a controllo numerico dell’opera con adeguamento cromatico per rendere l'aspetto quanto più possibile corrispondente all'originale, fissando una patinatura di resine sintetiche a bassa concentrazione. Posa finale presso l’edificio della Voulì, Parlamento Greco di Atene”.



Pietà Rondanini

MILANO 2011 - La Pietà Rondanini rappresenta una eccezione all’interno della produzione di Michelangelo, sia per il particolare trattamento del tema della Pietà sia per il fatto che l’elaborazione del capolavoro, a differenza di una radicata abitudine a concludere rapidamente i lavori, accompagnò per lunghi anni il maestro, che la letteratura vuole intento a scolpire la Pietà sino a pochi giorni prima della morte, avvenuta il 18 febbraio del 1564. UNOCAD ha acquisito tramite 3D optical scanner l'intera scultura e il basamento senza alcun contatto  con l'opera su commissione dell’artista Barry X Ball.

pieta_rondanini_unocad

 


Da maggio 2015, l’ultimo capolavoro di Michelangelo è esposto in un nuovo Museo realizzato nell’antico Ospedale Spagnolo nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano, in uno spazio interamente dedicato, capace di dare piena valorizzazione al significato espressivo e alla straordinaria potenza iconica della Pietà. Sotto la struttura di trasporto, progettata e realizzata da Unocad per Arteria per lo spostamento dal precedente sito.

 


In questa nuova sede, le vibrazioni indotte dalla stretta vicinanza della metropolitana sono state ritenute degne di particolare attenzione dalla municipalità. Per isolare la statua sia dalle vibrazioni dovute al traffico (soprattutto dovuto al passaggio della metropolitana) che legate ad eventi sismici, hanno reso necessario la realizzazione di un basamento dotato di un sistema in grado di mitigare l’effetto di vibrazioni ed eventi sismici collaudato in anteprima utilizzando una riproduzione UNOCAD in marmo in scala 1:1 della scultura.



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Acquisizione della tomba di

"Ilaria del Carretto"

LUCCA 2010 - Il monumento di Ilaria del Carretto, è senz’altro il maggior capolavoro del periodo giovanile di Jacopo della Quercia ed è riconosciuta come la più bella tomba destinata ad una donna mai realizzata nel corso del Rinascimento. UNOCAD ne ha acquisito senza contatto tramite 3d optical scanner l'intero sarcofago su commissione dell’artista Barry X Ball. 

Ilaria del Carretto_scansione 3D da Unocad

 

 

Copie in marmo dei rilievi GRIMANI

PALESTRINA 2009 - Il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina conserva uno dei più importanti esempi dell’arte di età augustea, un prezioso rilievo marmoreo, detto Grimani, raffigurante una cinghialessa che allatta i suoi cuccioli. Il rilievo, trovato a Palestrina negli anni ‘70 del secolo scorso, non è un pezzo isolato, ma fa parte di una serie che, finora, può essere ricostruita con almeno quattro esemplari: quello prenestino, due rilievi conservati da tempo al Kunsthistoriches Museum di Vienna, raffiguranti una leonessa ed una pecora con i propri cuccioli, ed un piccolo frammento dell’angolo di un quarto rilievo che si trova a Budapest. Il ritrovamento a Palestrina del rilievo con la cinghialessa ha consentito di capire che tutta la serie ha in realtà una origine prenestina. Il rilievo di Palestrina è stato trovato riutilizzato in un edificio di età tardo antica, il cosiddetto macellum, in realtà più probabilmente identificabile con la sede di un collegio, ma tutta la serie, databile in età augustea, doveva in origine appartenere alla decorazione di una fontana, come provano i fori per le tubature e per l’uscita dell’acqua visibili su tutti i rilievi; la loro forma concava dimostra inoltre che le lastre dovevano aderire ad una struttura semicircolare. Tutti raffigurano una scena di maternità, collocata in un ambiente naturale e campestre, che evoca sentimenti di pace, serenità, prosperità e rinascita. La serie di questi rilievi, come molti altri capolavori di Praeneste, ha subito nel tempo vicende funeste e infelici di decontestualizzazione e di dispersione, con il risultato che oggi la decorazione dello stesso monumento risulta divisa fra il museo di Palestrina, quello di Vienna e quello di Budapest, mentre la struttura muraria a cui forse tutto questo apparteneva giace sotto la pavimentazione della piazza principale della cittadina laziale, sotto il parcheggio delle automobili. Ma qualcosa si poteva fare, ed è stato fatto grazie alla sensibilità e alla sponsorizzazione della Banca di Credito Cooperativo di Palestrina, da molti anni vicina alle attività del Museo, nonché alla disponibilità del Kunsthistorisches Museum di Vienna ed al sostegno all’iniziativa del Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, dott.ssa Marina Sapelli Ragni. Attraverso le moderne tecniche di scansione ottica, che evitano qualsiasi contatto con il reperto e consentono una estrema precisione, sono state realizzate dalla società Unocad, di grande esperienza e comprovata capacità nel settore, le copie in marmo dei rilievi di Vienna e di quello di Palestrina, per offrire alla pubblica fruizione la possibilità di ammirare per la prima volta insieme - sia pure in copie fedeli - i tre preziosi reperti, come dovevano trovarsi nella loro collocazione originaria a Praeneste nell’età augustea.

Sandra Gatti - Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina


 

Ricomposizione e Integrazioni del "San Giovannino"

FIRENZE 2009 - Progetto di ricostruzione tramite tecniche di reverse engineering e rapid prototyping, della scultura del San Giovannino da Ubeda. Distrutta durante la guerra di successione spagnola, dell’opera attribuita a Michelangelo ne erano rimasti solo 17 frammenti originali. Le prototipazioni post scansione e modellazione tattile, sono state realizzate con grande professionalità da UNOCAD per l'Opificio delle Pietre Dure

San Giovannino_Unocad

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Ermafrodito dormiente

PARIGI 2008 - Acquisizione di una delle 10 sculture più prestigiose del Museo del LOUVRE, "l’Ermafrodito dormiente", ancor oggi fonte di fascino su di un materasso scolpito dal Bernini. Nello specifico, commissione dell’artista Barry X Ball alla nostra azienda, altamente innovativa nel campo del CAD - CAM - Reverse Engineering e Rapid Prototyping.

 

“Sono davvero fortunato - ho trovato un’azienda di cui mi posso fidare. Un’azienda con una tecnologia all’avanguardia e persone con le quali è un piacere lavorare! “Sono uno scultore contemporaneo. La mia arte è sempre stata intrisa dei suoi precursori, ma recentemente ho iniziato ad utilizzare più direttamente le fonti storiche grazie a scansioni tridimensionali di sculture museali. La mia ricerca del partner tecnico adatto in Europa mi ha condotto alla Unocad, un’azienda che si trova nel Veneto, in Italia. Fin da subito, mi sono sentito attratto dalla Unocad non solo grazie alla sua attrezzatura di altissimo livello ma anche alla notevole esperienza nell’impiego di queste sofisticatissime tecnologie per la scansione di antiche sculture in Italia. Come speravo, i risultati che Unocad ha raggiunto nel soddisfare le mie esigenze, sono stati semplicemente eccezionali.





Non esiterò ad impiegare i servizi di Unocad in futuro. Sono stato davvero soddisfatto, senza alcuna esclusione, dell’alta professionalità e competenza di tutti i suoi collaboratori. Lavorare con Unocad è un piacere senza eguali. 

Con stima - Barry X Ball


Ferrante Gonzaga: replica in marmo

PARMA 2007 - Replica in marmo patinato del busto a grandezza naturale di Ferrante Gonzaga, eseguito nel 1562 da Tommaso della Porta, copia destinata ad essere ricollocata nella nicchia originaria del Palazzo Ducale di Guastalla.


 

 

Giovane di Mozia, replica in gesso

ROMA 2004 - In occasione della Seconda Giornata Romana di Studi Moziesi “Antonia Ciasca” e dell'inaugurazione della mostra “La Sapienza a Mozia . Quarant'anni di ricerca archeologica, 1964-2004”, alla presenza del Magnifico Rettore dell'Università, Prof. Giuseppe D' Ascenzo, del Preside della Facoltà di Scienze Umanistiche, Prof. Paolo Matthiae e del Soprintendente ai BB.CC.AA. Di Trapani, Dott. Arch. Giuseppe Gini, la copia in gesso dell'originale greco noto come il “Giovane di Mozia” è stata esposta al centro dell'atrio del Museo dell'Arte classica, in un'apposita sezione espositiva. Il calco, realizzato per gentile concessione della Soprintendenza di Trapani e dell'Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali e Pubblica Istruzione della Regione Siciliana, è stato formato attraverso un modello informatico tridimensionale ottenuto da una completa scansione della statua tramite laser. La nuova tecnologia adottata, oltre ad evitare qualsiasi contatto con l'originale, ha permesso la progettazione e realizzazione secondo nuovi criteri statici, conservativi e museografici della replica.


 

Sopra nel video le tecniche utilizzate nel 2004, sotto la scelta alternativa possibile oggi (2013), dieci anni dopo.


PALERMO 2013 - Realizzata da UnoCad una seconda replica in resina stereolitografica, della celebre statua greca raffigurante il Giovane Mozia. L'Efebo di Mozia è una statua in marmo conservata al Museo Whitaker di Mozia e raffigura un personaggio maschile, molto probabilmente un auriga. Il clone perfetto è stato realizzato in scala 1:1 e prenderà il posto dell'opera orginale al Museo di Mozia fino al rientro dell’opera originale, ora negli USA. Per la stampa in 3D della statua è stata impiegata la tecnologia e prototipazione rapida della divisione arte della Unocad di Altavilla Vicentina, ed è il primo clone del genere in Italia. Già in passato UnoCad aveva riprodotto a scopo didattico, sulla base del modello virtuale ottenuto da una scansione in 3D sull’opera originale, una prima e unica replica in gesso dell’Auriga per la gipsoteca dell’Università La Sapienza di Roma. Il nuovo replicante del “Giovane di Mozia” è vuoto all’interno, presenta uno spessore della superficie riprodotta di appena 2,3 millimetri e di peso inferiore ai 6 kg ed è stato creato con l’utilizzo della più grande macchina di prototipazione rapida esistente al mondo, brevettata come Mammoth Stererolithography. Ivano Ambrosini di UNOCAD ha dichiarato come si intenda "spronare quel processo che dovrebbe assicurare i nostri capolavori ai musei proprietari e garantire contestualmente il prestito di cloni assolutamente fedeli, senza rischi, con bassi costi nei trasporti e nelle assicurazioni dell’opera.” Il “Giovane di Mozia” può quindi vantare di avere una sua "controfigura" in resina, che può reagire più facilmente alle sollecitazioni e allo stress dei viaggi in giro per il mondo e "permettendo al suo gemello originale, più anziano di quasi 2500 anni, di rimanere protetto e di godersi in pianta stabile la meritata ammirazione di turisti, studiosi e appassionati nell’isola dove è stato ritrovato, e che gli ha dato il nome". La nuova replica verrà presentata a Palermo giovedì 23 maggio alle ore 17.00 presso la Villa Malfitano in via Dante 167 in un incontro organizzato dalla Fondazione Giuseppe Whitaker.



Restauro del gesso di PAOLINA BONAPARTE

POSSAGNO 2003 - In occasione della grande Mostra “CANOVA” nel fervore dei preparativi e dei restauri della Gipsoteca Canoviana di Possagno, mi è sembrato prioritario decidere di intervenire sul modello in gesso di Paolina Bonaparte come Venere vincitrice che, dal 1918 è rimasto acefalo e mutilato in più parti del corpo: la donna simbolo stesso di bellezza per tutta l’epoca napoleonica, era ridotta, a Possagno, a una sorta di simbolo della distruzione.

Senatore Gian Pietro Favero - Presidente della Fondazione Canova


Il restauro - Che l’intervento di restauro sarebbe stato particolare è stato immediatamente evidente a tutti. Intervenire su un gesso è un’operazione delicatissima. Il gesso è un materiale fragilissimo sopra il quale qualsiasi cosa si poggi, lascia segni irreversibili più o meno evidenti: umidità, irraggiamento solare, particellato atmosferico, figuriamoci il contatto con una mano curiosa, una movimentazione incauta (su carri trainati da cavalli) o addirittura il trovarsi in mezzo ad un avvenimento bellico. Il gesso della Paolina è lo specchio di tutto ciò. Niente può essere cancellato, nascosto si, ma cancellato no(in modo particolare sul gesso). L’intervento di restauro è un’operazione che serve a conservare, non a cancellare e tutti gli organi predisposti alla tutela dei Beni Culturali formano e operano proprio per affermare questo principio: si deve intervenire su un oggetto rispettando in primo luogo l’istanza conservativa ed in secondo luogo quella estetica. Con l’intervento sul modello in gesso di Possagno si è aperto un affascinante dibattito: bisognava restaurare un’opera in gesso e quindi conservarla, valorizzarla per come ci è stata consegnata, con tutti i suoi segni, con tutta la sua storia; e nel contempo rendere riconoscibile un’opera che la guerra aveva reso irriconoscibile, anonima. In poche parole ci è stato richiesto, facendo salva la conservazione e la reversibilità dell’intervento, di colmare una “lacuna” importantissima, ovvero di riprodurre la testa della Paolina, principale elemento identificativo di un’opera scultorea. Ci è stato quindi chiesto, utilizzando il metodo del “reverse engineering”, di ricostruire la testa della Paolina Borghese utilizzando come “modello di riferimento” per il rilievo, la scultura marmorea esistente nella Galleria Borghese a Roma. E’ stato quindi realizzato un“calco” senza tuttavia toccare la superficie in pietra dell’originale Paolina Bonaparte. La precisione di questo rilievo è stata altissima anche se i laser utilizzati non arrivavano, però, ad una precisione millimetrica in tutte quelle zone di sottosquadro dove il raggio non raggiunge la superficie d’appoggio per rilevare e misurare le distanze tra i punti. E’ stata realizzata una testa identica a quella della Paolina in marmo con delle imperfezioni legate a delle strumentazioni che nell’anno 2003 non potevano fare di più. Ma ciò non è importante perché la riconoscibilità dell’opera è evidente ed è ciò che si voleva. La perfezione assoluta, che avrebbe richiesto la manualità di un artigiano, avrebbe trasformato una “lacuna” da impersonale, quale deve risultare, ad artistica, cosa che a noi restauratori non viene richiesta e che anzi è contraria ad ogni principio teorico e pratico della conservazione dei Beni Culturali. Questo particolare intervento di restauro ha aperto un dibattito che non si concluderà presto e che si presenta oltremodo affascinante. Riteniamo che vada annoverato come fattore di successo dell’intervento l’aver osato dare “una” risposta e non “la” risposta ad un problema conservativo, estetico e ricostruttivo ed aver stimolato il mondo dell’arte offrendo alla mente una proposta ed un dialogo su cui crescere.

Cristiana Luberto - Presidente Koinè Conservazione Beni Culturali Scrl, Roma


  

 

 

Rilievo dello stelo di PIAZZA PRETORIA

PALERMO 2003 - Il restauro di un bene culturale, soprattutto carico di storia e legato ad una certa tradizione italiana prima, e locale poi, come la Fontana Pretoria, e per di piu notevolmente degradato, carica non solo di particolare responsabilità, ma comporta anche laffronto di una molteplicità di problematiche che sempre inevitabilmente insorgono in corso dopera. Il restauro infatti non e una scienza matematica e ha delle esigenze proprie difficilmente incasellabili, fra queste la pazienza indubbiamente fa da protagonista. Accade infatti sovente che durante le operazioni di restauro la stretta collaborazione (sempre auspicabile) fra il direttore dei lavori, che veglia sempre sull'applicazione di una corretta metodologia, e il restauratore, che materialmente opera, deve adattarsi a studiare le soluzioni più adeguate all'intervento, utilizzando quanto le tecnologie moderne offrono, o creando anche degli strumenti ex novo, con il tempo che ciò richiede. Si crea cosi unarmonica simbiosi e uno scambio fra le professionalità diverse che concorrono alla realizzazione dellopera di restauro. Analoga esperienza di arricchimento hanno fatto le scriventi nella collaborazione interdisciplinare con i vari professionisti che man mano sono stati coinvolti nel corso dei lunghi cinque anni (1998-2003) di restauro della Fontana Pretoria. Ma senza voler far torto a nessuno non si può non evidenziare che con rara sintonia si è mossa la variegata equipe di lavoro fissa, ma anche ditte e tecnici vari. Ed ancora la puntualità scientifica di alcune indagini; del rilievo numerico informatico dello stelo con la creazione di un modello matematico tridimensionale da parte della UNOCAD che ha permesso la riproduzione esatta di due elementi marmorei e il calcolo di importanti dati; ... 

... per i 19 elementi che compongono lo stelo, di una altezza totale di 8,531 metri, è stata eseguita una acquisizione laser scanner su 74,20 metri quadrati di superficie scultorea in un unico modello, per un volume complessivo di 4,53 metri cubi, tramite l'elaborazione dei quasi 670.000 punti rilevati nel successivo computo numerico con software CAD. Lo studio digitale del modello ha consentito la riproduzione in marmo e la sostituzione della terza tazza dell’elemento ( fortemente  instabile )  nella sua forma originaria con tecniche sottrattive CAM di fresatura a controllo numerico su una macchina utensile di grande dimensione per lapidei.

Parzialmente tratto da:La Fontana Pretoria in Palermo a cura di Maria Pia Demma e Giuseppina Favara - 2006 Regione Siciliana - Assessorato dei Beni Culturali Ambientali e della Pubblica Istruzione.

 

 

Gli ANTELAMI clonati

PARMA 2001 - Sei statue dello scultore duplicate con una tecnologia innovativa al computer che consente di creare copie dei manufatti senza l’uso del calco. Gli originali saranno collocati nel Museo Diocesano di Parma e mentre le repliche torneranno ad arricchire le nicchie esterne al Battistero dove erano collocate all’origine.

Un’operazione di alta tecnologia per duplicare le statue dell’Antelami frutto della stretta collaborazione tra FO.A.R.T. srl (Pr) e UNOCAD srl (Vi). La commissione è giunta dalla Fabbriceria della Cattedrale, sponsor la Fondazione Cariparma all’interno del progetto del lapidario del museo diocesano. L’intervento coinvolge sei statue dell’Antelami, le splendide opere che raffigurano il re David ed il profeta Abacuc, il re Salomone e la regina di Saba, e i due arcangeli Gabriele e Michele, dove la “macchina” avrà il privilegio di sostituire la mano dell’uomo.

L’operazione si basa sul rilievo laser di tutta la superficie esterna delle statue in alta definizione. L’insieme di nuvole di punti tridimensionali così catturate con densità inferiore al millimetro vengono successivamente editate al computer, tramite un software specifico di reverse engineering, in superfici poligonali che definiscono esattamente l’esterno del manufatto. Una serie di procedure C.A.M. (Computer Aided Manufacturing) trasformano in seguito milioni di informazioni xyz in percorsi utensili che guidano moderne macchine utensili a controllo numerico nella fresatura direttamente su pietra.


 

 

Si ottiene così la copia in un unico blocco con una risoluzione che avrà la particolarità nei dettagli pari al calco ma sarà completamente fedele nelle dimensioni e nella forma geometrica all’originale e per una aderenza maggiore al ”vero” sarà utilizzata una pietra che proviene da una cava vicentina, ritenuta più simile a quella Antelamica.


statue antelamiche unocad

 

A Giancarlo Belli (1931 - 2001), titolare di FO.A.R.T. prima azienda italiana nel campo del rilievo Fotogrammetrico Architettonico Terrestre, un ringraziamento speciale per la fiducia concessa tredici anni fa a Unocad nella replicazione delle sei importanti statue di Benedetto Antelami. 

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