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Surfcam Traditional 2018 R1

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Vero Software (parte di Hexagon) continua l’innovazione della linea di prodotti SURFCAM Traditional, per risolvere qualsiasi problematica di progettazione e produzione di oggi, con le nuova versione Surfcam Traditional_2018_R1 . SURFCAM Traditional programma Computer-Aided Design (CAD) e programma Computer-Aided Manufacturing (CAM) utilizza tecnologie all'avanguardia per la programmazione NC di torni e fresatrici a 2, 3 , 4 e 5 assi. Questo potente sistema CAM e' facile da imparare ed e' una misura perfetta per le esigenze di qualsiasi officina per incrementarne la produttivita' e la redditivita'.

AL momento la versione 2018 è disponibile solo in lingua inglese. Entro 6/8 settimane sarà disponibile in multilingua tra cui l'italiano.
                                                         


              

Part Modeler

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SURFCAM Part Modeler è uno strumento progettato specificamente per la costruzione rapida e semplice e la modifica di modelli solidi.
Interfaccia utente intuitiva di Part Modeler può essere rapidamente e facilmente adattata alle esigenze individuali, con caratteristiche come finestre ancorabili e menu e barre degli strumenti che garantiscano una rapida progressione produttiva lineare dal concept design fino al modello finale del componente e disegno tecnico.

Rilievo dello stelo di Piazza Pretoria

Scritto da Super User. Posted in Prodotti

Stelo centrale della Fontana Pretoria in Palermo realizzata fra il 1574 ed il 1584 da Francesco Camilliani per conto del Senato di Palermo.

La carenza nel tempo di una accorta e rispettosa manutenzione degli elementi artistici, e la violenta manomissione della originaria macchina dell’acqua, avevano compromesso i materiali lapidei dei diversi elementi sovrapposti che formano il candelabro. Risultava indispensabile quindi la fedele ricostruzione grafica degli elementi che compongono lo stelo, e la valutazione del loro rapporto nello spazio, sia per lo studio statico delle sezioni strutturali compromesse dalle lacune materiche, sia per la progettazione degli interventi di smontaggio, recupero, collegamento e ricollocazione. Non trascurabile era l’importanza del rilievo per la strategia sulla sostituzione di elementi irrimediabilmente compromessi con copie fedeli da realizzare con la tecnica CAM sul modello numerico. Infine lo studio delle dimensioni degli elementi dello stelo ha fornito agli storici dell’arte un supporto strategico per l’analisi artistica del manufatto.

Per i 19 elementi che compongono lo stelo, per una altezza di 8,531 metri, è stata eseguita una acquisizione di 74,20 metri quadrati di superficie scultorea in un unico modello, per un volume complessivo di 4,53 metri cubi, per il tramite della elaborazione di quasi 670.000 punti rilevati e la successiva elaborazione numerica con software CAD. Per la terza tazza lo studio numerico del modello ha consentito la riproduzione dell’elemento nella sua forma originaria con tecniche CAM con una fresatura a controllo numerico.

Rilievo Menorah e Apoteosi Arco di Tito

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Il progetto si propone di scansionare tramite tecniche di reverse engineering due rilievi sull'Arco di Tito commissionato dall'Università Yeshiva di New York. Le dimensioni totali dell'arco sono: 13.5 m di larghezza, 4.75 m di profondità, 15.4 m di altezza, mentre i rilievi sono 3.9 m x 2 m. Si tratta del rilievo "La Menorah" sul lato sinistro (sud). E' raffigurato l’ingresso del corteo nella Porta Triumphalis, che è raffigurata all’estrema destra in prospettiva scorciata. Nella scena si vedono gli inservienti che avanzano coi fercula (portantine per oggetti), recando gli arredi saccheggiati al tempio di Gerusalemme (uno dei candelabri a sette braccia, la tavola per il pane di proposizione con i vasi sacri, le trombe d’argento) e le tabelle ansate con iscrizioni esplicative degli oggetti presi e delle città vinte.

Il secondo rilievo sotto la volta del passaggio, conserva una ricca decorazione a cassettoni: al centro è raffigurato in una formella Tito portato in cielo da un’aquila, allusione alla sua apoteosi (divinizzazione dopo la morte).

Parlano di noi

http://www.nytimes.com/2012/06/25/arts/design/menorah-on-arch-of-titus-in-roman-forum-was-rich-yellow.html?_r=2

http://yu.edu/cis/activities/arch-of-titus/

Gli Antelami clonati

Scritto da Super User. Posted in Prodotti

Sei statue dello scultore duplicate con una tecnologia innovativa al computer che consente di creare copie dei manufatti senza l’uso del calco. Gli originali saranno collocati nel Museo Diocesano di Parma.

Un’operazione di alta tecnologia per duplicare le statue dell’Antelami frutto della stretta collaborazione tra FO.A.R.T. srl (Pr) e UNOCAD srl (Vi). La commissione è giunta dalla Fabbriceria della Cattedrale, sponsor la Fondazione Cariparma all’interno del progetto del lapidario del museo diocesano. L’intervento coinvolge sei statue dell’Antelami, le splendide opere che raffigurano i due arcangeli Gabriele e Michele, il re Salomone e la regina di Saba, il re David ed il profeta Abacuc, collocate all’interno del Battistero che verranno replicate seguendo uno specifico programma dove la “macchina” avrà il privilegio di sostituire la mano dell’uomo. I primi rilievi al computer sono iniziati a metà maggio 2001 nel monumento cittadino davanti agli occhi incuriositi dei presenti.

L’operazione inizia eseguendo un rilievo laser su tutta la superficie esterna delle statue in alta definizione. L’insieme di nuvole di punti tridimensionali catturate con densità inferiore al millimetro vengono successivamente raccordate al computer, tramite un software specifico di reverse engineering, in superfici poligonali che definiscono esattamente l’esterno del manufatto. Una serie di procedure C.A.M. (Computer Aided Manufacturing) trasformano in seguito milioni di informazioni xyz in percorsi utensili che guidano moderne macchine utensili a controllo numerico nella fresatura direttamente su pietra. Si ottiene così la copia in un unico blocco con una risoluzione che avrà la particolarità nei dettagli pari al calco ma sarà completamente fedele nelle dimensioni e nella forma geometrica all’originale e per una aderenza maggiore al ”vero” sarà utilizzata una pietra che proviene da una cava vicentina, ritenuta più simile a quella antelamica.

Altri sono gli aspetti da considerare. Innanzitutto otterremo delle informazioni che servono alla catalogazione del patrimonio artistico. I dati verranno archiviati potranno essere utilizzati per motivo di studio o di ricerca, con la possibilità di creare altre copie su diversa scala. Non c’è poi alcun pericolo di danneggiare gli originali, rischio che si incontra quando si fa un calco eseguito in compressione. In questo caso poi, pur avendo le sculture tracce di pigmentazione, non ci sono stati problemi di autorizzazioni né pericolo di esporsi a particolari critiche poiché non si interviene mai direttamente sulle opere che non vengono né toccate né spostate dalla loro sede.

I capolavori antelamici troveranno nuova collocazione nel lapidario del Museo Diocesano, mentre le copie torneranno ad arricchire le nicchie esterne al Battistero dove erano collocate all’origine. Il progetto prevede la conclusione dell’importante operazione nel mese di settembre 2001.

Circa FO.A.R.T.

Opera da anni nel campo del rilievo di Beni Culturali (beni architettonici ed opere d’arte in genere), utilizzando a tale scopo prevalentemente la tecnica fotogrammetrica e gli strumenti più recenti che l’innovazione tecnologica mette a disposizione.

Circa FastSCAN

Da oggi Unocad pùo proporre una innovativa tecnologia acquisita in esclusiva per l'ITALIA. Si tratta del FastSCAN, usato con successo in applicazioni di reverse engineering nel settore della modellazione meccanica, della replicazione di prototipi, stampi ed oggetti tridimensionali. Per la sua estrema versatilità questo nuovo macchinario ha dimostrato però una particolare efficacia se applicato nel settore artistico e archeologico, soprattutto per effettuare rilievi di opere architettoniche, scultoree da catalogare o restaurare. FastSCAN cattura con un fascio laser le forme dell'opera in tutta la sua tridimensionalità immagazzinando i dati all'interno del computer. Una volta acquisiti i dati e l'immagine virtuale dell'opera essi possono essere utilizzati per la catalogazione multimediale dell’artefatto, per stabilire un eventuale intervento di restauro o per la replicazione del manufatto artistico, nell’eventualità che questo sia distrutto, per esempio nel caso di un terremoto o di un atto vandalico. E' indubbio che questo strumento di nuovissima concezione è destinato a rivoluzionare in breve tempo il mondo della conservazione e del restauro dei beni culturali.

Altri sono gli aspetti da considerare. Innanzitutto otterremo delle informazioni che servono alla catalogazione del patrimonio artistico. I dati verranno archiviati potranno essere utilizzati per motivo di studio o di ricerca, con la possibilità di creare altre copie su diversa scala. Non c’è poi alcun pericolo di danneggiare gli originali, rischio che si incontra quando si fa un calco eseguito in compressione. In questo caso poi, pur avendo le sculture tracce di pigmentazione, non ci sono stati problemi di autorizzazioni né pericolo di esporsi a particolari critiche poiché non si interviene mai direttamente sulle opere che non vengono né toccate né spostate dalla loro sede.

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