Gli Antelami clonati

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Sei statue dello scultore duplicate con una tecnologia innovativa al computer che consente di creare copie dei manufatti senza l’uso del calco. Gli originali saranno collocati nel Museo Diocesano di Parma.

Un’operazione di alta tecnologia per duplicare le statue dell’Antelami frutto della stretta collaborazione tra FO.A.R.T. srl (Pr) e UNOCAD srl (Vi). La commissione è giunta dalla Fabbriceria della Cattedrale, sponsor la Fondazione Cariparma all’interno del progetto del lapidario del museo diocesano. L’intervento coinvolge sei statue dell’Antelami, le splendide opere che raffigurano i due arcangeli Gabriele e Michele, il re Salomone e la regina di Saba, il re David ed il profeta Abacuc, collocate all’interno del Battistero che verranno replicate seguendo uno specifico programma dove la “macchina” avrà il privilegio di sostituire la mano dell’uomo. I primi rilievi al computer sono iniziati a metà maggio 2001 nel monumento cittadino davanti agli occhi incuriositi dei presenti.

L’operazione inizia eseguendo un rilievo laser su tutta la superficie esterna delle statue in alta definizione. L’insieme di nuvole di punti tridimensionali catturate con densità inferiore al millimetro vengono successivamente raccordate al computer, tramite un software specifico di reverse engineering, in superfici poligonali che definiscono esattamente l’esterno del manufatto. Una serie di procedure C.A.M. (Computer Aided Manufacturing) trasformano in seguito milioni di informazioni xyz in percorsi utensili che guidano moderne macchine utensili a controllo numerico nella fresatura direttamente su pietra. Si ottiene così la copia in un unico blocco con una risoluzione che avrà la particolarità nei dettagli pari al calco ma sarà completamente fedele nelle dimensioni e nella forma geometrica all’originale e per una aderenza maggiore al ”vero” sarà utilizzata una pietra che proviene da una cava vicentina, ritenuta più simile a quella antelamica.

Altri sono gli aspetti da considerare. Innanzitutto otterremo delle informazioni che servono alla catalogazione del patrimonio artistico. I dati verranno archiviati potranno essere utilizzati per motivo di studio o di ricerca, con la possibilità di creare altre copie su diversa scala. Non c’è poi alcun pericolo di danneggiare gli originali, rischio che si incontra quando si fa un calco eseguito in compressione. In questo caso poi, pur avendo le sculture tracce di pigmentazione, non ci sono stati problemi di autorizzazioni né pericolo di esporsi a particolari critiche poiché non si interviene mai direttamente sulle opere che non vengono né toccate né spostate dalla loro sede.

I capolavori antelamici troveranno nuova collocazione nel lapidario del Museo Diocesano, mentre le copie torneranno ad arricchire le nicchie esterne al Battistero dove erano collocate all’origine. Il progetto prevede la conclusione dell’importante operazione nel mese di settembre 2001.

Circa FO.A.R.T.

Opera da anni nel campo del rilievo di Beni Culturali (beni architettonici ed opere d’arte in genere), utilizzando a tale scopo prevalentemente la tecnica fotogrammetrica e gli strumenti più recenti che l’innovazione tecnologica mette a disposizione.

Circa FastSCAN

Da oggi Unocad pùo proporre una innovativa tecnologia acquisita in esclusiva per l'ITALIA. Si tratta del FastSCAN, usato con successo in applicazioni di reverse engineering nel settore della modellazione meccanica, della replicazione di prototipi, stampi ed oggetti tridimensionali. Per la sua estrema versatilità questo nuovo macchinario ha dimostrato però una particolare efficacia se applicato nel settore artistico e archeologico, soprattutto per effettuare rilievi di opere architettoniche, scultoree da catalogare o restaurare. FastSCAN cattura con un fascio laser le forme dell'opera in tutta la sua tridimensionalità immagazzinando i dati all'interno del computer. Una volta acquisiti i dati e l'immagine virtuale dell'opera essi possono essere utilizzati per la catalogazione multimediale dell’artefatto, per stabilire un eventuale intervento di restauro o per la replicazione del manufatto artistico, nell’eventualità che questo sia distrutto, per esempio nel caso di un terremoto o di un atto vandalico. E' indubbio che questo strumento di nuovissima concezione è destinato a rivoluzionare in breve tempo il mondo della conservazione e del restauro dei beni culturali.

Altri sono gli aspetti da considerare. Innanzitutto otterremo delle informazioni che servono alla catalogazione del patrimonio artistico. I dati verranno archiviati potranno essere utilizzati per motivo di studio o di ricerca, con la possibilità di creare altre copie su diversa scala. Non c’è poi alcun pericolo di danneggiare gli originali, rischio che si incontra quando si fa un calco eseguito in compressione. In questo caso poi, pur avendo le sculture tracce di pigmentazione, non ci sono stati problemi di autorizzazioni né pericolo di esporsi a particolari critiche poiché non si interviene mai direttamente sulle opere che non vengono né toccate né spostate dalla loro sede.

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